Recensione di EBT
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Recensione di EBT

Recensione di Every Brilliant Thing, a cura di Ludovica D’alessandro

Una lista di motivi per cui valga la pena vivere. Il gelato, tutte le cose a pois, la voce di Nina Simone… O meglio, tutti gli aspetti della vita che dovrebbero distoglierci dall’idea del suicidio. Questo è il tema di Every Brilliant Thing, presentato in anteprima al festival Giardino delle Esperidi il 9 luglio, ma che probabilmente porterà l’attrice Daniela D’Argenio Donati di nuovo sotto i riflettori con questo suo scoppiettante one-woman-show. Il testo dello spettacolo è stato tradotto dall’originale inglese di Duncan Macmillan e Jonny Donahoe, archetipo che prevede un unico protagonista maschile alle prese con la depressione ed i tentati suicidi della madre, il quale decide pertanto di dedicarle un elenco delle ragioni per cui la vita sia degna di essere vissuta. Questa nuova messinscena, dall’abile regia di Michele Panella, è invece tutta al femminile ed indaga il motivo familiare in una chiave matrilineare, scandagliando lucidamente i sentimenti e gli inevitabili sensi di colpa di colui che si trova costretto a vivere da vicino i drammi di chi ama. Non sarebbe tuttavia affatto corretto definirlo uno spettacolo dal liricismo frontale o contrassegnato da un mero monologismo, il pubblico è infatti parte fondamentale della rappresentazione e proprio dalle poltrone vengono scelti gli altri personaggi della vicenda in scena: il padre, il veterinario, l’insegnante d’università ed addirittura il fidanzato della protagonista. Devo ammettere che, inizialmente, il pensiero di potermi trovare a mia insaputa ad assumere un ruolo attivo in uno spettacolo suscita in me una leggera timidezza ed un filo di esitazione, così come il dover leggere ad alta voce un biglietto che mi è stato assegnato, come agli altri spettatori, prima della scena iniziale. La vera magia di Every Brilliant Thing è però la capacità di toccare delicatamente quelle corde che più ci rendono sensibili e compartecipi dell’esperienza interiore collettiva, una catarsi in piena regola, passando da un ironico sorriso alla risata, e poi alla serietà consapevole. Non ci sono più ruoli, contorni e limiti fra attore e fruitore, solo persone con il proprio fardello, i propri amori, ma soprattutto con i particolari motivi che le legano alla vita. Guardare qualcuno che guarda il tuo film preferito, il colore giallo, fare la pace dopo un bisticcio… In fondo Every Brilliant Thing non può non piacerci, in virtù di un universalistico homo sum, in virtù di un ammiccante invito a trovare il lato positivo, in virtù anche dell’accettazione delle proprie scarse capacità di improvvisazione teatrale o della propria timidezza. Every Brilliant Thing non può non piacerci perché, come nell’opera più riuscita, i riflettori sono puntati verso di noi, spettatori e attori del dramma umano di ogni giorno.

Produzione: Tri-boo in collaborazione con Teatro Sotterraneo
Testo originale: Duncan Macmillan e Jonny Donahoe
Cast: Daniela D’Argenio Donati
Traduzione e regia: Michele Panella
Suoni: Giorgi Khositashvili
Grafica: Eleonora De Leo

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